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lunedì 12 aprile 2010

Legge sulla privacy: le regole per il trattamento dei dati

In questo post esaminiamo le regole per il trattamento dei dati personali, a cui sono sottoposti titolari e responsabili: faremo riferimento al Titolo 3 della Parte 1 del D. lg. 196/2003; dato il carattere introduttivo di questa guida, e dato che il nostro obiettivo è affrontare le problematiche che possono riguardare la gestione di un sito web (di privati o di piccole aziende), non prenderemo in considerazione gli articoli riguardanti le regole per i soggetti pubblici (dal 18 al 22).

Per quanto riguarda le modalità del trattamento e i requisiti affinché il trattamento dei dati sia lecito, riportiamo per intero il testo dell'art. 11, comma 1:

I dati personali oggetto di trattamento sono:
a) trattati in modo lecito e secondo correttezza;

b) raccolti e registrati per scopi determinati, espliciti e legittimi, ed utilizzati in altre operazioni del trattamento in termini compatibili con tali scopi;

c) esatti e, se necessario, aggiornati;

d) pertinenti, completi e non eccedenti rispetto alle finalita' per le quali sono raccolti o successivamente trattati;

e) conservati in una forma che consenta l'identificazione dell'interessato per un periodo di tempo non superiore a quello necessario agli scopi per i quali essi sono stati raccolti o successivamente trattati.


Inoltre, contestualmente alla raccolta dei dati, l'interessato deve essere informato (dal titolare o dai responsabili) circa i dati raccolti e le finalità del trattamento: in ciò consiste l'informativa, di cui si parla nell'art. 13. Quest'ultimo elenca puntualmente gli elementi che devono essere presenti nell'informativa:

a) le finalita' e le modalita' del trattamento cui sono destinati i dati;
b) la natura obbligatoria o facoltativa del conferimento dei dati;
c) le conseguenze di un eventuale rifiuto di rispondere;
d) i soggetti o le categorie di soggetti ai quali i dati personali possono essere comunicati o che possono venirne a conoscenza in qualita' di responsabili o incaricati, e l'ambito di diffusione dei dati medesimi;
e) i diritti di cui all'articolo 7;
f) gli estremi identificativi del titolare [...].

Per quanto riguarda la cessazione del trattamento, affrontata nell'art. 16, vale la pena osservare che i dati interessati possono essere, tra le altre eventualità, ceduti ad altro titolare, purche' destinati ad un trattamento in termini compatibili agli scopi per i quali i dati sono raccolti. Il proprietario di un forum, per fare un esempio tratto dal web, che sia anche titolare del trattamento dei dati degli iscritti, qualora decida di cedere la proprietà e la gestione del forum a qualcun altro, può cedergli anche i dati degli iscritti, e quest'ultimo diviene automaticamente il nuovo titolare del trattamento (le finalità del trattamento, legate alla gestione del forum, non sono infatti cambiate).

Nel prossimo articolo continueremo ad esaminare le regole per il trattamento dei dati e, in particolare, quelle ulteriori a cui devono sottostare i soggetti privati.

A presto.

lunedì 5 aprile 2010

Legge sulla privacy: i diritti dell'interessato

Dopo aver introdotto alcune definizioni riguardanti sia i dati personali che i soggetti coinvolti, in questo articolo cominciamo a vedere in dettaglio quali sono i diritti dell'interessato, ovvero, come abbiamo visto nell'ultimo articolo, della persona (fisica o giuridica) a cui si riferiscono i dati.

I diritti dell'interessato vengono sinteticamente descritti nell'art. 7 del decreto legislativo n. 196/2003 (Legge sulla Privacy, più volte citato), mentre nei successivi articolo dall'8 al 10 si parla dell'esercizio di tali diritti.

Nel trattamento dei dati personali, l'interessato ha diritto:
  • di accedere ai dati che lo riguardano;
  • di conoscere l'origine dei dati, le finalità del trattamento, il titolare e i responsabili e l'identità di eventuali altri soggetti a cui i dati possono essere comunicati;
  • di ottenere correzioni, aggiornamenti e integrazioni dei dati, la cancellazione o la trasformazione in forma anonima di essi;
  • di opporsi al trattamento qualora sia per finalità di vendita, pubblicità o marketing.
Per esercitare tali diritti, l'interessato può rivolgersi direttamente al titolare o ai responsabili del trattamento, senza particolari formalità, salvo alcuni casi pervisti all'art. 8, su cui però non entriamo: la richiesta può essere presentata tramite posta, fax, posta elettronica e addirittura oralmente, purché sia possibile accertare l'identità dell'interessato. Il titolare, da parte sua, è tenuto ad adottare tutte le misure idonee affinchè l'interessato possa avere agevolmente riscontro dei dati trattati e, inoltre, possa esercitare tutti gli altri diritti.

Visti i diritti dell'interessato e le modalità generali di esercizio di essi, dal prossimo post cominciamo a vedere le regole per il trattamento dei dati e gli adempimenti che riguardano il titolare e i responsabili.

A presto.

mercoledì 31 marzo 2010

Quarto Articolo su Expression Web 3

In attesa di organizzare tutti gli articoli in una pagina del mio spazio, in modo che siano facilmente accessibili, pubblico il quarto.

I collegamenti tra le pagine

In questo quarto articolo ci occuperemo di quello che forse è il più importante tra i tag html, ovvero il tag a: l’importanza di questo elemento sta nel fatto che permette di inserire, all’interno di una pagina, dei collegamenti (link) ad altre pagine, dello stesso sito o di altri, cioè permette di trasformare un testo in un ipertesto, che è il concetto chiave su cui si basa il web.

Mettiamoci subito al lavoro e creiamo un nuovo sito con una sola pagina, esattamente come abbiamo fatto finora, e chiamiamolo Collegamenti: andiamo quindi a modificare il contenuto dell’unica pagina del nostro sito aggiungendo un titolo e del testo. Allo scopo di prendere ancora meglio confidenza con l’ambiente, useremo stavolta la visualizzazione Progettazione. Dal primo menu a discesa nella barra degli strumenti (vedi figura 1) selezionare Titolo 1 <h1>: nella pagina appare un box con in alto a sinistra l’etichetta “h1”; posizionarsi all’interno del box e scrivere il titolo che si vuole dare alla pagina, per esempio “Collegamenti ipertestuali”.

FIGURA 1

Dallo stesso menu, selezionare Paragrafo <p> e, nel box che appare, con etichetta “p”, scrivere “In questo articolo parleremo dei collegamenti ad altre pagine”. Ripetiamo l’operazione altre due volte, introducendo così altri due paragrafi: il risultato è del tipo di quello mostrato in figura 2.

FIGURA 2

Passando alla modalità di visualizzazione Codice, vediamo che Expression Web ha scritto il codice necessario per ottenere il risultato, che negli scorsi articoli noi abbiamo scritto a mano. La modalità Progettazione permette di svolgere molte operazioni senza intervenire sul codice, come risulterà chiaro strada facendo: solo per fare un esempio delle potenzialità di questa interfaccia, posizionandoci su uno dei blocchi p e trascinandolo all’interno dell’area di lavoro, è possibile cambiare l’ordine dei paragrafi, mentre Expression Web si occupa di modificare in modo opportuno il codice.

Fatta questa digressione sulle funzionalità dell’area di lavoro, passiamo a creare un'altra pagina del nostro sito: attiviamo la tab Visualizzazione Sito, in alto nell’area di lavoro, e clicchiamo sull’icona Nuova pagina, in alto a destra (vedi figura 3).

FIGURA 3

Nell’elenco delle pagine, sotto default.html, appare una nuova pagina, chiamata Senza_nome_1.html: cliccandoci sopra con il pulsante destro e scegliendo dal menu contestuale Rinomina, cambiamo nome alla pagina e chiamiamola seconda.html: a questa pagina corrisponde un nuovo file, chiamato, appunto seconda.html, nella stessa cartella di lavoro, come si può vedere nel pannello Elenco cartelle a sinistra. Facendo doppio clic su seconda.html, passiamo all’area di lavoro, esattamente come abbiamo fatto finora con default.html, e inseriamo del contenuto anche in questa pagina. Senza commentare tutti i passaggi, sostanzialmente uguali a quelli svolti precedentemente, vediamo direttamente il risultato nella figura 4.

FIGURA 4

Osserviamo soltanto che, tra le tab in alto nell’area di lavoro, oltre a default.html e Visualizzazione Sito, ne è comparsa una chiamata seconda.html: questo ci consente di spostarci rapidamente da una pagina all’altra del sito.

Le due pagine create sono indipendenti l’una dall’altra: possiamo aprire ciascuno dei due file html con un browser e visualizzare individualmente ciascuna delle due pagine.

Il prossimo passo è quello di creare un collegamento dalla prima alla seconda pagina, ovvero, in termini intuitivi, un elemento della prima pagina (ad esempio una parola) che, se opportunamente attivato (tipicamente con un clic del mouse) permette di passare alla seconda pagina, il tutto all’interno del browser.

Tornando alla pagina default.html, vogliamo che cliccando le parole “altre pagine” nel primo paragrafo il browser visualizzi la pagina seconda.html: evidenziamo con il mouse le due parole e, dal menu Inserisci, scegliamo Collegamento ipertestuale. Dalla finestra che si apre (figura 5) scegliere seconda.html e premere OK.

FIGURA 5

Vediamo, in figura 6, il risultato in un browser. Cliccando su “altre pagine”, il browser visualizza la nostra seconda pagina.

FIGURA 6

Diamo ora un’occhiata al codice html che Expression Web ha generato per noi (figura 7).

FIGURA 7

Vediamo il tag a annidato nel tag p e notiamo qualcosa di diverso rispetto ai tag contenitori con cui abbiamo avuto a che fare finora: il testo del link “altre pagine” (detto, in gergo, ancora) è racchiuso tra l’apertura e la chiusura del tag a, ma l’apertura ha una sintassi particolare: <a href=”seconda.html”>

L’elemento href è un attributo, mentre il testo tra virgolette (seconda.html) è il valore dell’attributo stesso. Gli attributi (e i rispettivi valori) sono degli ulteriori elementi della sintassi html che servono a dare informazioni aggiuntive su un certo tag: essi possono comparire nel tag di apertura e nei tag vuoti, prima della chiusura della parentesi angolare. Nel nostro caso, l’attributo href serve a precisare il percorso e il nome del file linkato.

Introdotti gli elementi di base della sintassi html e acquisita una certa dimestichezza con l’interfaccia di Expression Web, dai prossimi articoli ci occuperemo dell’inserimento nelle pagine di elementi più complessi, come le liste, le tabelle e le immagini, e dell’applicazione degli stili.

A presto.

mercoledì 24 marzo 2010

Second life: (forse) ne vale ancora la pena

Chi ha seguito il mio blog in questi ultimi giorni avrà intuito che sto cercando di riprendere le fila di diversi argomenti iniziati e lasciati in sospeso, purtroppo, per mancanza di tempo da parte mia.

Uno di questi argomenti è Second Life e, in particolare, la programmazione in LSL (Linden Scripting Language), su cui circa un anno fa ho scritto un paio di articoli, che non hanno avuto seguito: tuttavia, anche se qui non ho pubblicato più nulla, ho continuato ad interessarmi di Second Life e sono tuttora convinto che sia uno strumento con forti potenzialita, oltre che per l'intrattenimento, anche per l'istruzione e il lavoro.

Può avere tutte le potenzialità che si vuole, ma che senso ha se non lo usa più nessuno? In effetti, già da tempo diverse fonti parlano di declino di Second Life, anche se non tutti sono d'accordo: ad esempio, ho letto da qualche parte che questo declino (vero o presunto) riguarderebbe soltanto gli utenti italiani, mentre negli altri paesi, soprattutto in USA, ci sia addirittura una crescita.

Sinceramente non sono in grado di pronunciarmi su queste considerazioni, dal momento che non dispongo di risultati di indagini statistiche serie (se ne sono state fatte) sull'uso di Second Life, però voglio fare una considerazione economica.

Spulciando nel sito ufficiale di Second Life, in particolare le pagine dedicate agli account, accessibili solo se si è iscritti, ho potuto notare che il costo per l'upgrade dall'account basic (gratuito) a quello premium è rimasto sostanzialmente invariato rispetto allo scorso anno, anzi, se non ricordo male il vecchio prezzo, è anche aumentato di circa un dollaro; ho notato la stessa cosa per quanto riguarda i costi di gestione dei lotti di terreni.

Se il numero degli utenti fosse realmente in netto calo, probabilmente Linden Labs ridurrebbe i prezzi, o proporrebbe offerte speciali (come sconti, lotti di terreno in omaggio, ecc...), per incentivare le persone a iscriversi, mentre tutto questo non sta accadendo.

Io penso di continuare ad investirci ancora un po' di tempo e, nelle prossime settimane, scriverò anche altri articoli sulla programmazione in LSL, però sono molto interessato anche alle voltre opinioni... A voi la parola!

A presto.

martedì 23 marzo 2010

Guida ad Expression Web 3: pronto il terzo articolo

Pubblico di seguito la terza parte della mia guida ad Expression Web 3. I primi due articoli possono essere reperiti in Expression (il mio blog sul portale Academic Club), che sto riorganizzando, e precisamente qui e qui. Nei prossimi giorni predisporrò una pagina del mio sito da cui sarà possibile scaricare tutti gli articolo, anche in formato pdf.

L'annidamento dei tag

Abbiamo visto, nei primi due articoli, come il tag sia l’elemento principale della sintassi dell’html, la differenza tra tag vuoti e tag contenitori e, per questi ultimi, il ruolo del tag di apertura e di quello di chiusura.

I tag contenitori, come pure abbiamo già detto, marcano, cioè qualificano, in qualche modo, tutto ciò che è racchiuso tra l’apertura e la chiusura, ovvero ciò che contengono. Ad esempio, nella riga di codice

<h1>Introduzione ad Expression Web 3</h1>

il tag h1 qualifica come titolo di primo livello ciò che contiene, cioè il testo “Introduzione ad Expression Web 3”.

Un tag può contenere solo testo? Evidentemente no: un tag può contenere altri tag e, ognuno di questi può, a sua volta, contenerne altri, un po’ come delle scatole cinesi; è proprio ciò a cui ci si riferisce parlando di annidamento dei tag. Quando si utilizzano tag annidati, bisogna prestare la massima attenzione all’ordine in cui vengono aperti e chiusi: in particolare, un tag non può essere chiuso prima che siano stati chiusi tutti quelli contenuti al suo interno; in questo compito, tuttavia, la funzione di completamento automatico di Expression Web ci viene in aiuto.

Allo scopo di rendere più interessanti gli esempi, cominciamo con l’introdurre due nuovi tag: em e strong. Il primo, em, indica che il testo contenuto al suo interno deve essere enfatizzato e il browser, se non viene diversamente specificato nei fogli di stile (che vedremo più avanti), rende questo testo in corsivo, mentre strong indica che il testo in esso contenuto deve essere molto enfatizzato e il browser, se non diversamente indicato, lo rende in grassetto.

Come abbiamo imparato negli articoli precedenti, creiamo un nuovo sito a pagina singola e chiamiamolo “Tag annidati”, passiamo alla visualizzazione del codice della pagina default.html e apportiamo le modifiche indicate nel seguente listato:

<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Transitional//EN" "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-transitional.dtd">
<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
<head>
<meta content="text/html; charset=utf-8" http-equiv="Content-Type" />
<title>Tag annidati</title>
</head>
<body>
<h1>Esperimenti con i tag annidati</h1>
<p>In questa semplice pagina web vediamo gli effetti dei tag em e strong, mentre sperimentiamo l’annidamento dei tag.</p>
<p>In questo paragrafo vediamo <em>l’effetto del tag em</em>, e quello <strong>del tag strong</strong>.</p>
<p>I due tag possono essere <strong><em>usati insieme</em></strong>, anche <em><strong>nell’ordine inverso</strong></em>
</body>
</html>

Prima di proseguire, salviamo il lavoro e verifichiamo l’effetto in un browser, come abbiamo imparato. In figura vediamo il risultato.

FIGURA 1

Durante la digitazione, abbiamo avuto modo di sperimentare la chiusura automatica dei tag e l’IntelliSense, di cui abbiamo parlato nel primo articolo: ora che possediamo le prime nozioni di html, siamo in grado di apprezzare meglio queste caratteristiche.

Partendo proprio dalla chiusura automatica, vediamo che appena viene aperto un tag, ad esempio il tag p, digitando <p>, immediatamente alla destra del cursore appare la relativa chiusura </p>: in questo modo, possiamo concentrarci sul contenuto del paragrafo, senza preoccuparci della chiusura; la stessa cosa, ovviamente, è successa per i tag em, strong, h1 e title.

Una considerazione a parte merita l’esempio nell’ultimo paragrafo, in cui, per avere un testo contemporaneamente in grassetto e in corsivo, abbiamo usato em e strong annidati l’uno dentro l’altro: pur non essendo importante l’ordine in cui si usano i due tag, è però fondamentale che l’ordine di chiusura sia l’inverso di quello di apertura, e anche in questo caso abbiamo potuto apprezzare la funzione di chiusura automatica dei tag, che ci permette di evitare errori.

Anche se non lo abbiamo detto esplicitamente, in realtà fin dal primo articolo abbiamo fatto uso di annidamento dei tag, infatti l’intero documento, a parte il DOCTYPE è racchiuso nel tag html: i tag head e body, che individuano, rispettivamente, l’intestazione e il corpo del documento, sono annidati in html, mentre title è annidato in head e p e h1 sono annidati in body.
L’altra caratteristica saliente dell’editor di codice di Expression Web (condivisa con altri ambienti di sviluppo Microsoft) è l’IntelliSense: mentre abbiamo digitato il codice mostrato sopra, abbiamo certamente notato che, appena aperta la parentesi angolare <, a destra del cursore appare un menu a discesa con un elenco di tag (vedi figura 2).

FIGURA 2

Appena appare il menu contestuale, usando i tasti freccia, possiamo selezionare una delle voci e premere ENTER per inserirla.

L’utilità di questa funzione è molto di più che non il semplice risparmio di tasti digitati. L’elenco mostrato dall’IntelliSense, infatti, è contestualizzato, cioè cambia a seconda del punto del documento in cui ci si trova: in un documento html, non tutti i tag possono stare dappertutto. Ad esempio, il tag p può essere usato solo all’interno di body, mentre il tag title solo all’interno di head: se proviamo ad aprire una parentesi angolare all’interno di head e poi all’interno di body, vediamo che l’elenco di tag suggeriti da IntelliSense è completamente diverso nei due casi: a seconda del punto del documento in cui ci troviamo, o, più precisamente, a seconda del tag all’interno del quale ci troviamo, ci vengono mostrati tutti e soli i tag che possono essere in esso annidati.

Finora abbiamo considerato siti web molto elementari composti da una sola pagina. Prima di passare a considerare elementi più complessi, come tabelle o immagini, e l’uso dei fogli di stile, allo scopo di rendere più interessanti gli esempi, conviene prima occuparci dei siti composti da più pagine e dell’inserimento di link: di questo parleremo nel prossimo articolo.

A presto.

giovedì 18 febbraio 2010

Tema per Wordpress - Roma innevata

La mattina dello scorso 12 febbraio mi trovavo a Roma, quando c'è stata una breve nevicata. La precipitazione, anche se è durata poco più di mezz'ora, ha reso l'atmosfera decisamente insolita per una città come Roma e molto suggestiva.

Io ho avuto la fortuna di trovarmi nei pressi del Colosseo e, oltre a godermi lo spettacolo, ho anche avuto la possibilità di scattare qualche foto. Appena tornato a casa, nel pomeriggio, quando ormai la neve era sparita, mi è venuta l'idea di realizzare un tema Wordpress proprio a partire da queste immagini.

E' con il tema Roma innevata (di cui potete vedere lo screenshot a sinistra) che inauguro la nuova sezione del mio sito dedicata, appunto, ai temi Wordpress: seguendo il link, potete scaricare il pacchetto del tema (versione 1.0), che è rilasciato sotto la licenza CC by-sa 2.5 Italia.

Commenti e suggerimenti sono sempre graditi.

A presto.

giovedì 3 dicembre 2009

Secondo articolo su Expression Web 3

Voglio informarvi che ho appena pubblicato, sul mio blog nel portale di Academic Club, il secondo articolo dedicato alla serie su Expression Web 3.

Questo post è dedicato ad una introduzione al linguaggio HTML, lasciando per il momento da parte l'ambiente di Expression Web, sul quale tornerò diffusamente nel corso dei prossimi articoli.

A presto.

martedì 29 settembre 2009

Expression Web 3

Sul blog che gestisco nel portale di ACademic Club, di cui vi ho parlato negli scorsi post, ho appena aggiornato la prima parte della guida su Microsoft Expression Web.

L'aggiornamento riguarda il passaggio dalla versione 2 alla versione 3 (da qualche giorno disponibile anche in italiano).

Per maggiori informazioni, vi invito a consultare il blog al seguente indirizzo:

http://blogs.academicclub.org/express/

A presto.

giovedì 23 luglio 2009

Non c'è due senza tre...

Dopo l'apertura del secondo blog, Webmasters in Italy (ancora ai nastri di partenza), del quale vi ho parlato qualche tempo fa, da qualche giorno è online un altro blog, sempre gestito da me: si tratta di Expression, ospitato nel portale dell'associazione Academic Club, della quale sono socio in quanto MSP (Microsoft Student Partner).

In questo nuovo blog mi occuperò della creazione di pagine web, utilizzando prevalentemente prodotti e tecnologie Microsoft. Per il momento, oltre a una pagina di info, ho pubblicato il primo di una serie di articoli dedicati ad Expression Web, su sui sto lavorando da tempo.

Oltre alla sezione dedicata ad Expression Web, a breve termine conto di inserirne una dedicata a Silverlight e un'altra a ASP.NET. In ogni caso, vi comunicherò ogni aggiornamento riguardante Expression anche qui.

A presto.

giovedì 9 luglio 2009

Adsense e interpello: qualche altra considerazione

Mi ero ripromesso, dopo il post di ieri, di tornare a scrivere, entro qualche ora, altre considerazioni personali sull'interpello presentato da un affiliato di Adsense e sulla relativa risposta data dall'Agenzia delle Entrate, ma non ho avuto tempo, quindi lo faccio adesso. Per chi non sta seguendo la vicenda, può leggere i miei due post precedenti e può trovare il testo integrale della risoluzione in questa discussione del forum Alverde.

Come ho scritto ieri, questa risoluzione è stata postata sul forum dalla persona che l'ha presentata, ma non è stata pubblicata (o almeno non ancora) sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Su tale sito, in questa pagina, vengono pubblicata, con cadenza quasi giornaliera, circolari e risoluzioni emesse, ma non ho ancora capito se vengono pubblicate tutte o solo alcune.

Perché è così importante avere i riferimenti e il testo ufficiale di questo documento? Del resto, l'interpello è personale e la risposta ad esso è valida solo per il contribuente che l'ha presentato, quindi, anche avendo a disposizione il numero progressivo e la data della risoluzione (la pezza d'appoggio, insomma) non potremmo avvalercene.

In realtà, leggendo le norme riguardanti l'interpello, mi sono convinto che non sempre è così, ma andiamo per ordine.

All art. 5 comma 1 del D.M. 209/2001, che regola le procedure e le modalità di esercizio dell'interpello, si legge:

La risposta dell'ufficio finanziario ha efficacia esclusivamente nei confronti del contribuente istante, limitatamente al caso concreto e personale prospettato nell'istanza di interpello.

Tuttavia, affinchè l'istanza sia considerata ammissibile, devono esserci obiettive condizioni di incertezza sull'interpretazione della norma (art. 1) e nell'art 3 comma 5 si legge:

Non ricorrono le obiettive condizioni di incertezza di cui all'articolo 1, qualora l'amministrazione finanziaria abbia compiutamente fornito la soluzione interpretativa di fattispecie corrispondenti a quella prospettata dal contribuente, mediante circolare, risoluzione, istruzione o nota, portata a conoscenza del contribuente attraverso la pubblicazione nel sito "documentazione tributaria" del Ministero delle finanze ed ancora disponibile sia nel sito sia presso gli uffici di cui all'articolo 2. L'amministrazione finanziaria deve comunque comunicare al contribuente, nelle forme di cui all'articolo 4, comma 1, l'eventuale inammissibilità dell'istanza con indicazione della circolare, risoluzione, istruzione o nota contenente la soluzione interpretativa richiesta.

Ciò significa che, qualora l'amministrazione finanziaria decida di pubblicare il testo di questa risoluzione, qualunque altra istanza riguardante l'inquadramento fiscale di Adsense sarebbe dichiarata inammissibile (ex art. 3 del D.M. 209/2001) e l'interpellante sarebbe invitato a far riferimento alla suddetta risoluzione.

Per questa ragione considero importante capire come funziona la pubblicazione delle risoluzioni sul sito dell'agenzia, se vengono pubblicate tutte o solo alcune, dopo quanto tempo dalla loro emissione, ecc...

Qualunque informazione in merito sarebbe estremamente gradita.

A presto

mercoledì 8 luglio 2009

Adsense: considerazioni sparse sulla risoluzione

Come promesso, torno a scrivere in merito alla risposta dell'Agenzia delle Entrate a un'istanza di interpello, riguardante Adsense, apparsa nei giorni scorsi su diversi forum che trattano di fisco e web. Il testo integrale, sia del quesito che del parere dell'agenzia, potete trovarlo, ad esempio, qui. Quelle che seguono sono delle riflessioni personali sul testo della risoluzione.

Il primo aspetto interessante è il criterio indicato per distinguere l'attività d'impresa dal lavoro autonomo: si dice che la distinzione tra i due "sarà determinata a seconda che prevalga il capitale investito piuttosto che il lavoro svolto personalmente dal lavoratore".

Nel caso di Adsense (o di qualunque altro programma di affiliazione) sicuramente prevale il lavoro svolto dal webmaster rispetto al capitale investito, che può essere molto piccolo e, in teoria, anche nullo (per entrare in Adsense non si deve pagare nulla, non è strettamente necessario avere un computer e una connessione a Internet, poiché basta andare in un Internet Point, esistono molti servizi di hosting gratuiti, ecc...). Questo è quanto si evince dalla definizione data dall'agenzia, che tuttavia non dice espressamente che Adsense va considerato come lavoro autonomo, anzi, più avanti scrive "Solo in seguito a questa analisi (...) il contribuente potrà (...) considerare i proventi quali corrispettivi di un'attività di impresa ovvero alla stregua di redditi diversi".

Dopo la distinzione tra lavoro autonomo e d'impresa, si passa a considerare la differenza tra abitualità e l'occasionalità: in questo caso la risposta dell'agenzia è ancora più oscura, in quanto afferma che tale distinzione non può prescindere da un'indagine di carattere tecnico, che non è di sua competenza (ex art. 1 del DM 209/2001). Non viene detto nel decreto, né tantomeno nella risoluzione, di chi sia la competenza.

Resta poi aperta la questione riguardante la pubblicazione della risoluzione sul sito dell'Agenzia (al momento non avvenuta): non ho ancora capito se sul sito vengano pubblicate tutte le risoluzioni o solo alcune e su ciò ho chiesto lumi sul forum Alverde, frequentato anche da commercialisti, nella discussione già segnalata prima (il mio nick è paolobc547).

Più tardi posterò ulteriori considerazioni su quest'ultimo punto.

mercoledì 1 luglio 2009

Google Adsense: qualcuno ha fatto l'interpello!!!

Stavolta sembra proprio che l'Agenzia delle Entrate si sia pronunciata ufficialmente. Qualche ora fa (anche se io me ne sono accorto solo da alcuni minuti) su dei forum che trattano di problemi legali e fiscali del web (ad esempio qui) è apparso il testo di una risoluzione dell'Agenzia delle Entrate in merito all'annosa questione dell'inquadramento fiscale dei proventi di Google Adsense.

Premetto subito che sono andato a vedere sul sito dell'Agenzia, ma non ho trovato il testo della risuluzione, nè sui forum ne è stato indicato il numero progressivo e la data, quindi ho solo letto quanto scritto nei post, ma non il documento ufficiale.

Riporto di seguito quanto emerge ad una prima analisi.

La possibilità di dichiarare i proventi di Adsense come redditi diversi piuttosto che di impresa deve essere valutata, secondo l'Agenzia, in base "al valore e alle modalità di effettuazione delle operazioni [da parte del webmaster]" allo scopo di valutare il carattere abituale o saltuario di esse; tuttavia, viene precisato che tale valutazione non può prescindere da accertamenti di carattere tecnico, non di competenza dell'Agenzia. Insomma, non vi è alcuna risposta definitiva, anche se sembra esserci uno spiraglio per i piccoli webmaster.

A presto per ulteriori aggiornamenti.

domenica 21 giugno 2009

Tracce della maturità in anteprima: attenti alle bufale e alle truffe!

Continuando il discorso iniziato con l'ultimo post, oggi voglio passare in rassegna alcune delle bufale che ruotano attorno all'esame di maturità e, in modo particolare, alle tracce della prima prova.

Una delle bufale più famose, che ogni anno, puntuale, si ripresenta, è sicuramente quella delle tracce provenienti dall'Australia. Per chi non ne avesse mai sentito parlare, secondo questa leggenda metropolitana, poiché in Australia ci sono diverse scuole italiane, che dipendono dal nostro ministero dell'istruzione, in esse si svolgerebbero gli esami di maturità nello stesso giorno dell'Italia, con le stesse tracce, sono che, a causa del fuso orario, l'apertura delle buste avverrebbe diverse ore prima che da noi. A questo punto, basterebbe contattare qualche parente o amico australiano per farsi dare in anticipo i testi delle prove. Ovviamente, come anticipato, si tratta di una bufala: basta ricordare che l'Australia si trova, come dice il nome stesso, nell'emisfero Australe (cioè a sud dell'equatore), dove le stagioni sono invertite (quando da noi è inverno, là è estate e viceversa), quindi l'anno scolastico, da loro, inizia a febbraio-marzo e termina a novembre-dicembre, non a giugno. Inoltre, anche se gli esami si svolgessero, come in Italia, a giugno, è possibile che al ministero siano così ingenui?

Ci sono poi bufale peggiori, che, in certi casi, possono essere considerate delle vere e proprie truffe, in quanto hanno lo scopo non solo di prendere in giro i maturandi, ma anche di procurare, direttamente o indirettamente, un guadagno a chi le attua.

La prima consiste nel promettere ai ragazzi le tracce in cambio di una chiamata a un numero di telefono (ovviamente a pagamento, tipo 899). Se lo farete, spenderete decine di euro, che andranno nelle tasche di queste simpatiche persone, ma di certo non otterrete le tracce.

Una modalità più sottile consiste nel chiedere di iscriversi (e/o di far iscrivere altri) ad un certo sito, portale, forum ecc... con promesse del tipo "Se vi iscriverete e farete iscrivere almeno altre 15 persone, potrete accedere a una sezione riservata del sito nella quale saranno pubblicate, in anteprima, le tracce!". Anche in questo caso si tratta di un imbroglio, ma che cosa ci guadagna chi lo attua? Lo scopo, in questi casi, è di aumentare i visitatori di un sito. Molti webmaster, infatti, guadagnano grazie all'esposizione, nelle loro pagine, di banner pubblicitari, che producono introiti tanto maggiori quanto maggiori sono le visite al sito.

Come variante del caso precedente, possono chiedervi, sempre in cambio delle tracce (che non hanno), di aprire un blog in cui inserire un link verso il loro sito: anche in questo caso, maggiore è il numero di link che puntano a un determinato sito, maggiore sarà il traffico verso di esso.

Quando si è sotto esame, confrontarsi con gli altri, parlare dei propri dubbi e delle proprie paure, è un ottimo modo per scaricare l'ansia e, in questo, Internet, con i social network, i blog, i forum e quant'altro è uno strumento formidabile, ma purtroppo, come per quasi tutte le attività online, non privo di rischi, quindi, mi raccomando...

A presto

venerdì 12 giugno 2009

Maturità: come (non) avere le tracce in anticipo

Mancano ormai meno di due settimane alla prima prova scritta dell'esame di stato (o esame di maturità, come si chiamava qualche anno fa) e, come ogni anno, iniziano a proliferare, sul web e non solo, i più disparati pronostici sulle probabili tracce. Basandosi sui temi degli anni precedenti, sui fatti accaduti negli ultimi mesi, su anniversari e quant'altro, tutti cercano di intuire gli argomenti della prima prova.

Non c'è nulla di male in tutto questo, anzi, con un pizzico di fortuna ci si può anche azzeccare. Il problema di cui invece voglio parlare in questo articolo (e in altri che pubblicherò nei prossimi giorni) è la presenza in rete di alcuni individui che, prendendosi gioco dell'ansia da esame degli studenti, architettano burle, bufale o, nei casi peggiori, delle vere e proprie truffe.

Cominciamo dai burloni: questi individui (sfigati secondo alcuni, sottili umoristi secondo altri) si divertono a pubblicare in rete, qualche giorno prima dell'esame, delle tracce inventate, del tutto improbabili, spacciandole per quelle vere (magari ottenute grazie a qualche talpa al ministero). Gli autori sono soliti inserire nei testi degli indizi (a volte nemmeno troppo nascosti) dai quali si scopre la burla.

Riporto nel seguito dei link alle tracce burla diffuse in rete gli anni scorsi.

Nel blog Opinioni di Clowns, sono state pubblicate delle tracce burla in occasione della maturità del 2006 e del 2007: trovate in questo post quelle del 2006, mentre in questo post quelle dell'anno successivo.

Le burle più famose sono quelle architettate da Ciro Ascione (chi frequenta abitualmente i newsgroup non può non avrerne sentito parlare), che fin dal 2005, ogni anno diffonde in rete le presunte tracce: lo scorso anno ha aperto addirittura un blog, ancora visibile a questa pagina, nel quale, dopo essersi spacciato per il figlio di un dipendente... non ve lo voglio anticipare, andate a vedere voi stessi.

Vi invito, se non lo avete già fatto, a leggere quei testi a mente fredda e vi renderete conto di come sia facile scoprire che si tratta di falsi. Tra gli individui di cui parlavo prima, i burloni sono sicuramente i più innocui (basta un po' di senso critico e... dell'umorismo).

Nei prossimi giorni vi parlerò delle bufale e delle truffe, a cui invece bisogna stare più attenti.

A proposito di bufale, voglio solo anticiparvi un possibile rischio di quest'anno, dovuto alla diffusione, negli ultimi mesi, di Facebook: avete presenti quei gruppi (rigorosamente falsi) che vi promettono, se vi iscrivete, e magari fate iscrivere altre 10 persone, di ricevere le statistiche sulle visite al vostro profilo, delle ricariche telefoniche gratis, ecc...? Temo che nei prossimi giorni ne nasceranno diversi che prometteranno di farvi avere in anticipo le tracce della maturità, a patto, nemmeno a dirlo, che vi iscriviate al gruppo e che facciate iscrivere altri.

Mi raccomando... non date loro la soddisfazione di cascarci!!!

A presto.

mercoledì 20 maggio 2009

Ultima chicca su Ewrite

Vi ricordate di quando, avendo deciso di provare Ewrite, scrissi per loro una guida e la sottoposi? Ve ne parlai in questo post. A distanza di circa venti giorni, scrissi un secondo post in cui descrivevo le condizioni di utilizzo del servizio, in merito agli aspetti legati al diritto d'autore, e vi informavo che la mia guida era ancora in attesa di moderazione...

Ebbene, dopo oltre due mesi, stamattina è arrivato, tramite una mail, il verdetto: guida respinta, anzi... cancellata!!!

Non ho idea delle motivazioni, visto che la mail è di tipo preconfezionato e si limita ad elencare quelle che sono le motivazioni più comuni per cui una guida, di solito, viene scartata, senza precisare quella riguardante il mio caso.

Il fatto singolare è che la guida è stata completamente rimossa dal mio profilo!

Vi consiglio, quindi, prima di inviare una guida ad Ewrite, di salvarne una copia nel vostro computer, altrimenti, nel caso in cui non venisse approvata, la perdereste per sempre!

E' appena il caso di notare che l'autore perde i diritti sulla sua guida (solo quelli di sfruttamento economico, come abbiamo visto in questo post) soltanto al momento della eventuale pubblicazione, quindi, se un vostro testo viene scartato, conservate tutti i diritti su di esso.

A presto.

lunedì 18 maggio 2009

Adsense e fisco, riassumendo...

Dal momento che ho scritto diversi post sull'argomento, spalmati da gennaio a maggio, e inoltre sono intervenute variazioni contrattuali, credo sia il caso di fare il punto della situazione: in questo post presenterò un sommario degli argomenti trattati ed inserirò i link agli articoli in cui ho affrontato i singoli aspetti.

Nel primo post, dopo aver illustrato brevemente che cos'è Adsense e cme funziona, ho introdotto la questione dell'inquadramento fiscale, in particolare la domanda se occorra o no la Partita IVA.

Senza alcuna pretesa di certezza (come ho detto più volte, non sono un commercialista), nel secondo post ho spiegato perché, secondo me, la Partita IVA no serve.

Nel terzo post ho chiarito alcune questioni sulla ritenuta d'acconto: in sintesi, poiché la controparte contrattuale è, a seconda dei casi, Google Inc., con sede negli USA, o Google Ireland Limited, con sede in Irlanda (al momento in cui scrivo si sta attraversando una fase di transizione e coesistono entrambe le forme), essa (Google) non può versare per noi la ritenuta d'acconto al fisco italiano, in quanto fuori del territorio nazionale. Generalizzando agli altri programmi di affiliazione:
  • se la controparte contrattuale ha sede legale in Italia, al momento del pagamento deve trattenere il 20% dell'importo che verserà al fisco;
  • se, invece, ha sede all'estero, ci deve versare l'intero importo.
In un post successivo mi occupo delle forme di affiliazione diverse dal Pay Per Click (PPC), in particolare del Pay Per Lead (PPL) e del Pay Per Sale (PPS).

Anche nel caso in cui ad iscriversi al programma Adsense sia un possessore di Partita IVA, poiché Google non è un soggetto italiano, sorge il problema se le prestazioni siano imponibili oppure fuori campo IVA. Ho cercato di affrontare il complesso discorso sulla territorialità dell'imposta IVA:
A presto.

martedì 12 maggio 2009

Corte di Giustizia UE - il testo integrale della sentenza

Dal momento che ho avuto, in privato, qualche richiesta in merito al reperimento del testo integrale della sentenza citata nell'ultimo post, colgo l'occasione per spiegare brevemente come si accede ai documenti pubblici della Corte di Giustizia Europea.

Innanzitutto bisogna recarsi all'indirizzo http://curia.europa.eu/it/index.htm, il sito ufficiale della Corte, dopodiché selezionare, nel menu al centro della pagina, Giurisprudenza: si apre un sotto-menu con diverse opzioni. Se non disponiamo degli estremi esatti del documento che stiamo cercando, possiamo scegliere Modulo di ricerca: ci viene mostrata una pagina nella quale possiamo impostare i parametri di ricerca.



A titolo di esempio, supponiamo di voler cercare la nostra sentenza senza conoscerne il numero, ma sapendo solamente che la data è compresa tra il 10 e il 25 febbraio 2009 e che l'argomento affrontato sono le prestazioni pubblicitarie: inseriamo l'intervallo di date nell'apposito spazio nel campo Data, inseriamo le parole "prestazioni pubblicitarie" nel campo Parole di testo e clicchiamo su Avvia la ricerca. Ci viene mostrata la pagina dei risultati, nella quale troviamo il link al testo della nostra sentenza. Non ci resta che cliccare sul link per visualizzarne il testo integrale.

Pur senza scendere nei dettagli, mi limito a farvi osservare che, nella pagina del modulo, oltre all'intervallo di date e alle parole chiave, è possibile agire su molti altri elementi (corte, tipo di documento, ecc...) allo scopo di affinare la ricerca.

A presto.

lunedì 11 maggio 2009

Google Adsense e territorialità dell'IVA

In questo post voglio riprendere il discorso, lasciato in sospeso, sul nuovo contratto del programma Adsense di Google, in cui la controparte non è più Google Inc., ma Google Ireland Limited. Abbiamo visto, in questo post, che questa variazione avrebbe reso le prestazioni di servizio dei publisher nei confronti di Google fuori campo IVA (art. 7 della legge 633/1972). Tuttavia, come pure ho accennato, una sentenza della Corte di Giustizia Europea (del 19 febbraio scorso), in risposta ad un quesito posto dalla Corte di Cassazione italiana, ha stabilito (cito testualmente):

"Occorre precisare che, per paese nel quale hanno luogo l'effettiva utilizzazione e l'effettivo impiego (...) si intende, in materia di prestazioni pubblicitarie, il paese dal quale vengono diffusi i messaggi pubblicitari.
Infatti, indipendentemente dalla circostanza che i destinatari di tali prestazioni possano essere distribuiti in tutto il mondo, è certo che i media italiani sono diffusi soprattutto in Italia."

A questo punto la domanda è la seguente: da quale Stato partono i messaggi pubblicitari pubblicati tramite Adsense? Per rispondere, è necessario prendere in considerazione il funzionamento tecnico del sistema.

Ciò che permette ad un sito di visualizzare gli annunci è un frammento di codice Javascript, fornito da Google, che il webmaster deve copiare e incollare nelle proprie pagine, senza apportarvi modifiche. Se consideriamo tale codice come il generatore di messaggi pubblicitari, lo stato di partenza è quello in cui è localizzato il server che ospita il sito: in tal caso, basterebbe spostare il sito su un server all'estero (purché entro la Comunità Europea) per rendere le operazioni fuori campo IVA.

In realtà le cose non sono così semplici: infatti, il codice javascript non genera i messaggi pubblicitari autonomamente, ma costituisce solo un anello di collegamento tra il sito e i server di Google, che "decidono" quale messaggio deve essere pubblicato e da chi. Se si considera come origine del messaggio il server di Google che lo genera, allora il discorso si complica: Google, infatti, dispone di server sparsi in tutto il mondo e non è possibile sapere da quale di essi parte il messaggio che viene visualizzato su un certo sito (non è nemmeno detto che uno stesso sito riceva messaggi sempre dallo stesso server). In tal caso, la domanda da cui siamo partiti è destinata a restare senza risposta.

Un'ultima interpretazione che si può dare alla sentenza è di considerare il luogo di origine del messaggio pubblicitario in Irlanda, dove ha sede Google Ireland Limited (la controparte contrattuale): questa interpretazione non prende in considerazione il luogo da cui parte fisicamente il messaggio, bensì il luogo dove si trova (cioè dove ha sede legale) chi ha intenzione di farlo partire (nel nostro caso Google).

Personalmente, ritengo quest'ultima interpretazione la più ragionevole, in quanto, ogni tentativo di determinare da dove parta fisicamente il messaggio si scontra con enormi difficoltà tecniche, come abbiamo accennato sopra.

La questione, per il momento, rimane aperta.

Osservazioni e suggerimenti sono sempre graditi.

A presto.

domenica 10 maggio 2009

XNA Game Studio - Seminario a Roma

Voglio informarvi che mercoledì prossimo (13 maggio) ci sarà a Roma (presso la facoltà di Ingegneria dell'Università La Sapienza) un seminario introduttivo su XNA Game Studio.

Si tratta di un ambiente di sviluppo integrato, che fornisce una piattaforma per la creazione di videogiochi, sia per PC equipaggiati con sistema operativo Windows, che per XBox360. Potete trovare maggiori informazioni sul pacchetto sul sito di MDSN a questa pagina.

Il seminario sarà tenuto da Giuseppe Maggiore, Microsoft Student Partner presso l'Università Ca' Foscari di Venezia.

Quando e dove:

Mercoledì 13 Maggio 2009
ore 8:30 - 11:00


Sapienza Università di Roma - Facoltà di Ingegneria
via Eudossiana 18 (S. Pietro in Vincoli)
aula 33

Per chi non conosce il posto, riporto la mappa (da Google Maps):


Visitando questa pagina potete avere maggiori informazioni, nonché effettuare la registrazione all'evento (facoltativa).

A presto.

P.S. Dal momento che io sarò presente, chi ha intenzione di venire, se vuole, me lo faccia sapere, così possiamo conoscerci di persona, oltre che sul blog :-)

domenica 3 maggio 2009

Guida alla creazione di un sito web

Come annunciato da tempo,ho ripreso a lavorare alla guida alla creazione di un sito web. Chi ha avuto modo di visitare il mio sito fino a qualche mese fa, prima della ristrutturazione, probabilmente ne ha già visto la versione precedente. Poiché la vecchia versione della guida, peraltro ancora incompleta, presentava diversi limiti, anziché rimetterla on line così com'era, ho pensato di svolgere un lavoro di approfondimento e di miglioria, capitolo per capitolo. Metterò online, quindi, un capitolo alla volta, dopo averne integrato il contenuto e, se necessario, aver apportato correzioni e modifiche.

In questi giorni sto provvedendo a rimettere on line la parte iniziale della guida, che riguarda la creazione di pagine web tramite il linguaggio HTML: questa parte è stata quasi completamente riscritta. Innanzitutto ho deciso di aumentare il numero di argomenti trattati, tanto che, da uno, sono passato a ben tre capitoli; poi ho introdotto significative modifiche anche nel contenuto, allo scopo, principalmente, di illustrare tecniche conformi ai più moderni standard di progettazione delle pagine web.

Potete trovare il primo capitolo nella sezione di informatica del mio sito. Nei prossimi giorni conto di mettere on line anche il secondo e terzo capitolo.

A presto

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