mercoledì 22 aprile 2009

Deep zoom!

Forse molti di voi hanno già sentito parlare di Silverlight, uno strumento, sviluppato da Microsoft, che permette di creare delle applicazioni interattive, che possono comodamente girare all'interno di un browser grazie ad un plug-in scaricabile gratuitamente, un po' come il più noto Adobe Flash Player, per intenderci.

Tra i vari effetti grafici stupefacenti che si possono realizzare con Silverlight, c'è Deep Zoom, che permette di visualizzare delle immagini in una scala enormemente variabile, da molto ridotta a molto estesa. L'utente si può spostare da un punto all'altro dell'immagine (che può essere anche molto grande) e passare agevolmente tra diversi livelli di zoom attraverso il mouse.

Per vederne un esempio, andate al sito student-partners.com, selezionate MSP Photochain e cliccate su uno dei cinque continenti sulla cartina a destra. Nel riquadro a sinistra, vedrete apparire un'immagine: provate a posizionarvi con il mouse in un punto qualunque della foto e poi, con la rotellina del mouse, provate a fare uno zoom...

Se scegliete l'Europa e, sotto il riquadro di Silverlight, Students N-Y, dovreste trovare anche me... vediamo se riuscite ad individuarmi...

In questa pagina potete trovare un altro esempio dell'uso di Deep Zoom.

Buon divertimento!

martedì 21 aprile 2009

Aspetti legali di un sito web - Diritto d'Autore (10)

In questo articolo, allo scopo di completare il discorso sulla legittimità dell'inserimento, nel nostro sito, di link ad altre risorse, parleremo del cosiddetto hot linking. Si tratta di una pratica che, al pari del framing e del deep linking, va evitata, ma, a differenza di questi ultimi, non tanto per motivi legati al diritto d'autore, quanto perché sfrutta le risorse altrui, come ora vedremo. Nel seguito, per spiegare di cosa si tratta, farò riferimento esclusivamente al caso delle immagini, in quanto è di gran lunga il più comune.

Per comprendere questo post, è necessario avere almeno un'infarinatura di HTML, in particolare del tag img.



Supponiamo che un autore pubblichi sul proprio sito delle immagini e dia il permesso a tutti di riprodurle (ad esempio applicando una licenza Creative Commons): in tal caso possiamo liberamente inserire tali immagini nel nostro sito e, per far questo, ci sono due metodi.

Il primo è quello di copiare il file dell'immagine nel nostro spazio web (come si dice in gergo, in locale) e poi fare in modo che venga mostrata nella pagina attraverso il tag img; ad esempio, se il file si chiama foto.jpg, il codice da utilizzare sarebbe del tipo

<img src="foto.jpg" />

Il secondo metodo, invece, consiste nell'utilizzare direttamente il tag img, nel quale si specifica di andare a prelevare l'immagine direttamente dal sito dell'autore (supponiamo www.nomesito.net); un esempio può essere il seguente:

<img src="http://www.nomesito.net/foto.jpg" />

In questo caso si parla di hot linking. Questo metodo può creare problemi all'autore poiché, ogni volta che la pagina viene caricata, dal momento che la foto non è presente sul nostro server, deve essere richiesta al server in cui è ospitato il sito dell'autore, generando traffico in uscita da esso; in definitiva, stiamo sfruttando le risorse altrui a vantaggio del nostro sito e ciò, ovviamente, non è corretto.

In definitiva, se vogliamo riprodurre un'immagine altrui, ammesso che possiamo farlo (cioè che l'autore ce ne dia il permesso), dobbiamo copiare il file nel nostro spazio web ed evitare assolutamente l'hot linking.

A presto

lunedì 20 aprile 2009

Aspetti legali di un sito web - Diritto d'Autore (9)

Abbiamo visto, nell'ultimo post, che inserire, nel nostro sito, un collegamento ad una pagina web di un altro autore può portare ad una violazione dei suoi diritti; in particolare, abbiamo descritto la pratica del framing e siamo giunti alla conclusione che è illecita. Tuttavia, la questione sulla legittimità dei link agli altri siti, senza il permesso dei proprietari, non si esaurisce con il framing, ma è di carattere molto più generale. In questo articolo, quindi, generalizzando in parte quanto detto a proposito del framing, cercherò di affrontare il problema del cosiddetto diritto di link.

Il World Wide Web (WWW) è quel servizio della rete Internet che permette, a chiunque disponga di un collegamento e di un computer, di accedere ai più svariati documenti, che possono trovarsi su dei server in ogni parte del mondo. La peculiarità del web è che tali documenti sono anche collegati tra di loro, in modo che sia possibile all'utente passare dall'uno all'altro attraverso un particolare collegamento (un link, appunto), e costituiscono, dunque, una rete (il termine web, in effetti, significa ragnatela). Se non esistessero i link tra i siti, non esisterebbe il web.

Oltre a questo, i link sono utili anche ai singili siti: infatti, avere dei link che, da altri siti, portano alle nostre pagine aumenta senz'altro la popolarità di queste ultime e, in definitiva, costituisce per noi un vantaggio. Di conseguenza, la maggior parte dei webmaster non si oppone ad avere link, anzi, li accetta ben volentieri e, spesso, addirittura, è disposta a pagare per averli. Ciononostante, non è sempre così, quindi è necessario capire se e quando possiamo effettuare un link al sito di qualcun altro.

Anticipiamo subito che non esiste alcuna legge in Italia (e, per quanto ne so, nemmeno all'estero) che proibisca i link, quindi si fa riferimento al principio, generalmente accettato, secondo cui tutto ciò che non è esplicitamente proibito è concesso, a meno che non procuri danni o leda in qualche modo un altrui diritto. Inserire un link, quindi, non è di per sé un comportamento illecito, ma lo diventa soltanto se si arreca, in qualche modo, un danno al sito "linkato" o al suo autore. In che modo un link può arrecare danni? Abbiamo già visto, nello scorso articolo, che, con la pratica del framing, si viola il diritto d'autore.

Un'altra pratica, pure sconsigliabile, è quella che consiste nel "linkare" una pagine interna di un sito, invece della homepage (si parla di deep linking): poiché, in genere, le pagine di un sito sono collegate in modo da formare un percorso logico, indirizzando un utente ad una pagina interna, senza farlo passare per la homepage, può provocare disorientamento e difficoltà di navigazione; ciò, inoltre, può impedire all'utente stesso di leggere eventuali disclaimer e condizioni d'uso, nel caso in cui queste appaiano solo nella homepage. Inoltre, seppur in modo molto più blando rispetto al framing, l'utente, soprattutto se inesperto, può essere indotto a credere di trovarsi ancora sul sito di partenza, quindi vi può essere, anche in questo caso, una violazione del diritto d'autore.

Prima di inserire un link ad una pagina interna di un sito non di nostra proprietà, conviene sempre chiedere il permesso all'autore, oppure limitarsi a "linkare" la homepage (surface linking). I link alla homepage non dovrebbero presentare grossi problemi, salvo casi particolari, in cui possono nuocere all'onore e alla reputazione dell'autore. Ad esempio, a me non farebbe affatto piacere se un link alla mia homepage comparisse in un sito con contenuti violenti, razzisti o, comunque, illeciti.

Nel prossimo articolo continueremo il discorso sui link e parleremo di hot linking, un'altra pratica che pure va evitata.

A presto

domenica 19 aprile 2009

Aspetti legali di un sito web - Diritto d'Autore (8)

In questo post riprendiamo il discorso sull'utilizzo, all'interno delle proprie pagine, di documenti (testi, immagini e quant'altro) di altri autori; abbiamo già anticipato che, se il materiale che vogliamo mostrare è già presente nel web, possiamo, anziché copiarlo, semplicemente inserire un collegamento ad esso nel nostro sito. Questa pratica, a prima vista senza rischi, può tuttavia nascondere alcune insidie, che in questo post cominciamo a vedere.

Il problema principale che può sorgere nell'inserire il link ad una pagina di un altro autore è quello di indurre (consapevolmente o no) il visitatore a credere che il contenuto a cui stiamo "linkando" sia opera nostra. Il caso tipico è quello di mostrare il contenuto di tale pagina esterna all'interno di un riquadro del nostro sito, pratica nota con il nome di framing. Cerchiamo di capire, anche con un esempio, di cosa si tratta.

Molto spesso, le pagine di un sito web sono divise in diversi riquadri, che differiscono sia nella funzione che nell'aspetto grafico; ad esempio, se visitate il mio sito, potete vedere che c'è un menu (a sinistra), con i collegamenti alle varie sezioni, un header (in alto) in cui c'è il nome del sito, un footer (in fondo) che riporta le informazioni sul copyright e le note legali, e infine, al centro, l'area in cui c'è il contenuto vero e proprio della pagina. Questa suddivisione serve, principalmente, a dare un aspetto uniforme alle pagine dello stesso sito e a facilitarne l'aggiornamento e la manutenzione. Questa suddivisione si faceva, in passato, ricorrendo ai cosiddetti frame, particolari strumenti messi a disposizione dal linguaggio HTML, che ora stanno divenendo obsoleti: da qui il termine "framing".

Quando si mette un link da una nostra pagina ad una esterna (di un altro autore), bisogna sempre fare in modo che la pagina esterna abbia a disposizione tutta la finestra del browser e non solo un riquadro, altrimenti si induce l'utente a credere di trovarsi ancora all'interno del nostro sito e quindi che anche la pagina raggiunta tramite link sia opera nostra (questo comportamento può costituire una violazione al diritto di paternità dell'opera).

Per maggior chiarezza, ho realizzato una piccola dimostrazione pratica, che potete vedere in questa pagina, nella quale mostro la differenza tra un link effettuato correttamente ed uno realizzato con il framing.

Visto che, come dicevo prima, i frame sono ormai caduti in disuso, mi sono limitato a spiegare gli effetti del framing, senza scendere nei particolari su come si realizza (e come si evita). Per chi conosce l'HTML, mi limito ad osservare che, mentre usando i frame era facile commettere questo errore (bastava dimenticare un attributo), nel caso di tecniche più moderne, che prevedono l'uso dei tag div e dei linguaggi dinamici, è molto più difficile che ciò si verifichi... a meno che non si faccia intenzionalmente.

Purtroppo, anche se si effettua un link in modo corretto (senza framing), possono sorgere comunque dei problemi, nel caso in cui l'autore del sito che "linkiamo" non voglia ricevere collegamenti da altri siti. Anche se la stragrande maggioranza dei webmaster è favorevole a ricevere link da altri siti (cosa che aumenta la popolarità delle loro pagine), tuttavia non è affatto scontato che qualunque pagina presente sul web possa essere "linkata".

Nel prossimo post sull'argomento, proverò ad affrontare il complesso problema del cosiddetto "diritto di link".

A presto.

lunedì 13 aprile 2009

Blogmagazine fa marcia indietro...

...Second Life non è più un argomento "vecchiotto"!

Vi ricordate del post in cui vi ho parlato della nascita di Blogmagazine? In quel post, che trovate in questa pagina, e che è stato citato anche da Liquida Magazine in questo articolo, vi dicevo, tra le altre cose, che anch'io avevo inviato un pezzo, riguardante Second Life, alla redazione di Blogmagazine, il quale era stato scartato in quanto non dava molte informazioni in più di quelle che si potessero trovare in giro e inoltre l'argomento (Second Life) era "un po' vecchiotto".

Ieri è uscito il numero di Aprile di Blogmagazine e, nel visionarlo, scopro, con mia grande meraviglia, che uno degli articoli è proprio su Second Life, a cui è dedicata perfino la copertina della rivista. L'articolo in questione, di Riccardo Mares, è veramente ben fatto e devo riconoscere che, rispetto al mio, è molto più completo e inoltre riporta del contenuto originale, tra cui un'intervista e delle statistiche realizzate dallo stesso autore.

Insomma, non ho assolutamente nulla da obiettare sulla bontà dell'articolo, né tantomeno sul fatto che sia stato preferito al mio; trovo solo un po' strano il fatto che la redazione abbia dedicato ben sei pagine della rivista, più la copertina, ad un argomento che solo una ventina di giorni fa aveva apostrofato come "un po' vecchiotto".

A presto.

sabato 11 aprile 2009

Auguri di una serena Pasqua


Desidero augurare a tutti di trascorrere serenamente le festività pasquali. Mi auguro che la Pasqua porti un messaggio di speranza e di incoraggiamento a tutti, in modo particolare agli abitanti delle zone colpite dal sisma in Abruzzo.

A presto

mercoledì 8 aprile 2009

Aspetti legali di un sito web - Diritto d'Autore (7)

Proseguiamo, in questo articolo, con l'esame delle condizioni sotto le quali possiamo utilizzare le opere di altri autori all'interno del nostro sito.

Come abbiamo già visto nello scorso post sull'argomento, ciò è certamente possibile quando l'autore stesso ne consente l'utilizzo, riservandosi soltanto alcuni diritti sull'opera, ad esempio tramite l'applicazione di una licenza Creative Commons, di cui pure abbiamo parlato; anche nel caso in cui l'autore si riservi tutti i diritti, in alcuni casi sono consentite dalla legge (art. 70 Legge DA) alcune utilizzazioni (cosiddette libere) dell'opera e, sempre nello scorso post, abbiamo esaminato, nei limiti del possibile, sotto quali condizioni ciò può accadere.

In ogni caso, nel momento in cui utilizziamo un'opera, o parte di essa, di un altro autore, sia che si tratti di una delle utilizzazioni libere previste, sia che ci sia consentito esplicitamente dall'autore stesso, dobbiamo sempre rispettare il diritto morale di paternità. Ciò deve avvenire indicando, contestualmente, almeno l'autore e il titolo originale dell'opera, ma, proprio in merito a tale indicazione, possono nascere delle difficoltà tecniche, che ora cercherò di esaminare.

Il caso più semplice è senza dubbio quello di un'opera testuale: in tal caso, non appena la si riproduce, tutta o in parte, sul proprio sito (ammesso che lo si possa fare), è sufficiente indicare, nella stessa pagina, il nome dell'autore, il titolo originale dell'opera e, se si tratta di un'edizione cartacea, il nome dell'editore, mentre, se si tratta di un testo presente on line (ad esempio il post di un blog), l'indirizzo del sito. Si può procedere in modo analogo nel caso in cui si utilizzi un'immagine o un altro file multimediale (che abbiamo copiato nel nostro spazio web): nella stessa pagina in cui mettiamo a disposizione l'immagine o il link per visualizzare o scaricare il file, possiamo includere le informazioni relative all'autore.

Esistono tuttavia dei casi in cui la menzione dell'autore non è possibile in modo strettamente contestuale all'opera. Ad esempio, ad un mio amico è capitato di trovare sul web delle immagini da utilizzare nei link per la navigazione all'interno di un sito (per intenderci, il disegnino di una casa per la homepage, le frecce per la pagina precedente o successiva, delle quali potete vedere un esempio nel disegno a fianco... fatto da me con Paint in meno di 30 secondi): ebbene, l'autore di tali immagini ne concedeva l'uso secondo i termini della licenza Creative Commons - Attribuzione.

Come si fa, in casi del genere, ad inserire le indicazioni sull'autore? Non si può certo mettere una didascalia sotto ciascuna delle icone, poiché risulterebbe decisamente antiestetico. Per chi conosce l'HTML, non si possono usare gli attributi alt o title, innanzitutto poiché sono concepiti per scopi diversi, e inoltre ciò provocherebbe seri problemi di usabilità per chi accede al sito tramite un browser testuale (è bene che, nel caso in cui una immagine sia usata come link, l'attributo alt indichi la destinazione, come ad esempio in alt="vai alla homepage"). Un'altra possibilità è quella di inserire le informazioni richieste nei commenti del codice HTML, ma in tal caso non avrebbero sufficiente visibilità, infatti, quanti dei visitatori vanno a controllare il sorgente di una pagina?

Per tentare di dare una risposta, ho letto il codice legale della licenza Creative Commons 2.5 Italia - Attribuzione, disponibile qui, nel quale non si fa cenno al fatto che l'indicazione dell'autore debba essere nella stessa pagina, ma si dice solo che "tale menzione deve essere realizzata in qualsiasi maniera ragionevole possibile".

Vale la pena riportare integralmente l'art. 4 punto b della licenza.

Qualora Tu distribuisca, comunichi al pubblico, rappresenti, esegua, reciti o esponga in pubblico, anche in forma digitale, l’Opera o qualsiasi Opera Derivata o Collezione di Opere, devi mantenere intatte tutte le informative sul diritto d’autore sull’Opera. Devi riconoscere una menzione adeguata rispetto al mezzo di comunicazione o supporto che utilizzi: (i) all'Autore Originale (citando il suo nome o lo pseudonimo, se del caso), ove fornito; e/o (ii) alle terze parti designate, se l'Autore Originale e/o il Licenziante hanno designato una o più terze parti (ad esempio, una istituzione finanziatrice, un ente editoriale) per l'attribuzione nell'informativa sul diritto d'autore del Licenziante o nei termini di servizio o con altri mezzi ragionevoli; il titolo dell’Opera, ove fornito; nella misura in cui sia ragionevolmente possibile, l’Uniform Resource Identifier, che il Licenziante specifichi dover essere associato con l’Opera, salvo che tale URI non faccia alcun riferimento alla informazione di protezione di diritto d’autore o non dia informazioni sulla licenza dell’Opera; inoltre, in caso di Opera Derivata, devi menzionare l’uso dell’Opera nell’Opera Derivata (ad esempio, “traduzione francese dell’Opera dell’Autore Originario”, o “sceneggiatura basata sull’Opera originaria dell’Autore Originario”). Tale menzione deve essere realizzata in qualsiasi maniera ragionevole possibile; in ogni caso, in ipotesi di Opera Derivata o Collezione di Opere, tale menzione deve quantomeno essere posta nel medesimo punto dove viene indicato il nome di altri autori di rilevanza paragonabile e con lo stesso risalto concesso alla menzione di altri autori di rilevanza paragonabile.

Lungi dal dare una risposta definitiva al quesito, dalla lettura di quanto riportato, penso che una soluzione accettabile per citare un autore, nel caso in cui ciò non possa essere fatto in modo contestuale alla riproduzione di una sua opera, sia di predisporre un'apposita pagina del sito, raggiungibile dalla homepage (cosiddetta pagina dei Credits), in cui si elencano tali autori (con i rispettivi siti, ove disponibili), insieme ad ogni altra informazione richiesta.

Se l'opera che vogliamo riprodurre si trova già sul web, possiamo pensare di non copiarla sul nostro sito, ma limitarci a segnalarla tramite un link al sito dell'autore: in realtà, anche questa pratica, che sembra del tutto innocua, può a volte nascondere delle insidie. Di questo parlerò nel prossimo post sull'argomento.

A presto.

venerdì 3 aprile 2009

Ewrite e diritto d'autore - alcune precisazioni

Ci eravamo lasciati, nel primo post su Ewrite, con la promessa che sarei tornato a scrivere sull’argomento non appena avessero pubblicato la mia guida. Ebbene, dopo oltre 20 giorni, la mia guida risulta ancora in attesa di moderazione, quindi, quanto alla convenienza economica di una simile attività, non posso dire molto di più di quanto già espresso nello scorso articolo. In ogni caso, leggendo diverse opinioni in rete, sembra che il valore iniziale, attribuito alla guida appena sottomessa, quasi mai subisca un incremento in fase di valutazione da parte dello staff. Mi limito a rinnovare il consiglio, a chi decidesse di provare Ewrite, di valutare bene il rapporto tra tempo impiegato per scrivere una guida e ricavo percepito.

Lasciando da parte il discorso economico, voglio invece tornare ad affrontare la faccenda della cessione a TAG srl (la società che gestisce Ewrite) dei diritti d’autore sulle guide pubblicate, a cui pure ho accennato nello scorso articolo e sulla quale ho ricevuto qualche richiesta di approfondimento.

Riporto la parte delle condizioni di utilizzo di Ewrite che riguarda tale aspetto:

Ogni redattore è consapevole di vendere a TAG SRL ogni guida pubblicata. Al momento della pubblicazione di ogni guida l’autore che scrive per Ewrite IT perde ogni diritto su tale guida - in quanto viene acquistata da TAG SRL tramite l’importo che verrà accredito nel proprio profilo. L’autore ha tempo 7 giorni per richiedere lo storno della commissione e la cancellazione della guida dal sito, decorso detto periodo l’autore non avrà alcun altro diritto di rivalsa su qualsiasi proprietà della guida ed è consapevole di autorizzare TAG SRL a utilizzare i testi in qualunque forma desiderata.

Come ho scritto nello scorso post, i diritti di cui si parla nel testo non possono che essere quelli di sfruttamento economico delle guide e non quelli morali, che invece restano all’autore. I diritti morali, infatti, sono inalienabili (cioè nessuno, per nessun motivo, può privarne l’autore) e indisponibili (cioè l’autore non può cederli ad altri tramite contratto, né in altro modo).

Se cedete ad un editore tutti i diritti su una nostra opera, la cessione ha effetto solo sui diritti di sfruttamento economico e non su quelli morali, che restano sempre e comunque vostri. Per concretezza, elenco di seguito, in corrispondenza a ciascuno dei diritti morali previsti dalla legge, ciò che questo editore (nella fattispecie TAG srl) non può fare, nemmeno nel caso in cui voi abbiate sottoscritto clausole che dispongano in tal senso (clausole che sarebbero automaticamente nulle). Attenzione: non sto dicendo, né insinuando, che TAG srl tenga o abbia tenuto tali comportamenti illeciti.

Diritto di paternità dell’opera: TAG srl, nel pubblicare la vostra guida, deve sempre attribuirvene la paternità, cioè non può omettere di indicare che voi siete l’autore o, peggio, spacciarla per opera sua.

Diritto all’integrità dell’opera: TAG srl non può apportare modifiche alla vostra guida nel caso in cui tali modifiche arrechino danno al vostro onore o alla vostra reputazione. Nel caso, ad esempio, in cui scriviate una guida su un certo argomento, non sono consentite modifiche che rendano la guida incomprensibile, ne stravolgano il senso e, in definitiva, vi facciano apparire come un incompetente su quell’argomento; sono invece consentite tutte le altre modifiche, come riassunti, traduzioni, ecc…

Diritto di inedito: TAG srl non può pubblicare le vostre guide che siano nello stato di bozze. Spetta solo a voi decidere quando, e se, sottomettere una guida alla valutazione del loro staff.

Diritto di ripensamento: anche dopo che la vostra guida è stata approvata e pubblicata, voi avete il diritto di ritirarla dalla circolazione, qualora incorrano gravi ragioni morali. Tale diritto, come tutti i diritti morali, è perpetuo, quindi si estende anche oltre i 7 giorni previsti dal regolamento di Ewrite. Va precisato, tuttavia, che la legge richiede che, per avvalersene, intervengano gravi ragioni morali (per l’autore) e che sia corrisposto un equo compenso all’editore (TAG srl, nel nostro caso). Un esempio del genere potrebbe essere quello in cui un autore scriva una guida sull’uso di un software proprietario e, dopo qualche tempo (non importa quanto), diventi un sostenitore del software libero: in tal caso, può avvalersi del diritto di ripensamento e chiedere a TAG srl la rimozione della guida, che non risulta più compatibile con le sue idee.

Per il momento è tutto, se ci saranno novità tornerò a scrivere.

A presto

mercoledì 1 aprile 2009

Alfabeto binario... sui binari!

E' di poche ore fa la notizia. Andrew BIgphish, amministratore delegato della Aprilfoolday Corporation (AFD), ha annunciato la nascita di una nuova infrastruttura per le comunicazioni a banda larga: si tratta di BOR (Bit Over Railway), letteralmente "bit sulla ferrovia". A rigore, non si tratta di una nuova infrastruttura, poiché una rete ferroviaria esiste in tutti i paesi industrializzati, ma, piuttosto, di un uso innovativo ed originale di essa: oltre che per il trasporto dei treni, in un prossimo futuro le ferrovie saranno impiegate anche per il trasporto di informazioni a distanza, in una parola, per le telecomunicazioni.

L'idea di base è semplice: poiché i binari sono di metallo, quindi conduttori, possono essere utilizzati quali mezzi di trasmissione di segnali elettrici, anche a grande distanza: tenendo conto delle caratteristiche meccaniche ed elettriche del mezzo, la AFD ha stimato che, attraverso un binario, si possono trasferire fino a 2500 Terabit/sec, molto di più che su una normale fibra ottica, il tutto senza interferire in alcun modo con il normale transito dei treni. Se pensiamo, poi, che una rete ferroviaria copre in modo capillare tutto il territorio di uno stato, ecco che abbiamo a disposizione il supporto fisico per un'intera WAN (Wide Area Network) super-veloce a costo zero.

Per quanto riguarda, poi, le funzioni tipiche di una rete di telecomunicazioni, quali la multiplazione e la commutazione, queste sarebbero svolte da apparati installati in corrispondenza degli scambi: tali apparati svolgerebbero per i bit le stesse funzioni che un ufficio movimento espleta per i treni.

Il lancio del servizio, in via sperimentale, avverrà tra qualche settimana, ma, quanto alle aree geografiche interessate, la AFD mantiene la massima riservatezza. Non resta che aspettare... e auspicare che, contrariamente a quanto avviene, purtroppo, per i treni, almeno i bit arrivino a destinazione puntuali.

AGGIORNAMENTO (3 Aprile 2009): Come avrete capito, si trattava di un pesce d'aprile. Arrivederci all'anno prossimo!