giovedì 23 luglio 2009

Non c'è due senza tre...

Dopo l'apertura del secondo blog, Webmasters in Italy (ancora ai nastri di partenza), del quale vi ho parlato qualche tempo fa, da qualche giorno è online un altro blog, sempre gestito da me: si tratta di Expression, ospitato nel portale dell'associazione Academic Club, della quale sono socio in quanto MSP (Microsoft Student Partner).

In questo nuovo blog mi occuperò della creazione di pagine web, utilizzando prevalentemente prodotti e tecnologie Microsoft. Per il momento, oltre a una pagina di info, ho pubblicato il primo di una serie di articoli dedicati ad Expression Web, su sui sto lavorando da tempo.

Oltre alla sezione dedicata ad Expression Web, a breve termine conto di inserirne una dedicata a Silverlight e un'altra a ASP.NET. In ogni caso, vi comunicherò ogni aggiornamento riguardante Expression anche qui.

A presto.

lunedì 13 luglio 2009

sabato 11 luglio 2009

La "giornata di rumoroso silenzio"

Come ho anticipato su Twitter qualche ora fa, il prossimo martedì 14 luglio prenderò parte, come molti altri webmaster e blogger, alla cosiddetta "giornata di rumoroso silenzio", per protestare contro il disegno di legge Alfano (quello sulle intercettazioni). Oltre alle intercettazioni, questo ddl mette mano anche al cosiddetto obbligo di rettifica, ovvero l'obbligo, per il direttore di una testata giornalistica, di rettificare quanto pubblicato in merito ad un soggetto, se quest'ultimo ritiene ciò lesivo della sua dignità o, comunque, contrario alla verità.

Quanto previsto già da tempo per la carta stampata verrebbe esteso, se tale ddl fosse approvato, anche ai "siti informatici". Lasciando da parte l'imprecisione dell'espressione "sito informatico", che sarebbe il male minore, se la legge passasse, chiunque gestisse un sito o tenesse un blog sarebbe tenuto all'obbligo di rettifica entro 48 ore dalla richiesta dell'interessato e, qualora non ottemperasse, subirebbe una sanzione amministrativa da 15 a 25 milioni di lire (nemmeno la conversione in euro...). Tutto ciò è indicato all'art. 8 del disegno di legge, il cui testo integrale è facilmente reperibile in rete, ad esempio in questo blog.

Non è la prima volta che il governo (di più di un colore politico) tenta di mettere il bavaglio alla rete: voglio ricordare, tra gli illustri predecessori di questa proposta, il ddl Levi-Prodi (ottobre 2007) e il ddl Carlucci (vedi, ad esempio, questo articolo di Punto Informatico).

Inutile dire che simili leggi hanno come unico effetto la disincentivazione all'uso di Internet e non aumentano affatto, come si vuole far credere, la responsabilizzazione di webmaster e blogger: questi ultimi (come tutti i cittadini, del resto) sono già ora procedibili qualora commettano reati quali l'ingiuria e la diffamazione, previsti e puniti dal Codice Penale (artt. 594 e 595), indipendentemente dal fatto che siano commessi dentro o fuori la rete.

Se volete saperne di più sull'iniziativa della "giornata di rumoroso silenzio" e per sapere come aderire, vi invito a visitare il sito di Guido Scorza, docente di Diritto delle nuove tecnologie, che da tempo si sta occupando della libertà della rete.

A presto.

P.S. Aggiungo una nota personale. Chi mi conosce e segue il mio blog può rimanere meravigliato da un simile post. Non è la prima volta che mi occupo di argomenti legati agli aspetti legali e fiscali del web, ma finora ho sempre cercato di presentare e commentare le leggi in modo obiettivo, senza prendere posizione, ho cercato, insomma, di offrire ai miei lettori informazioni utili più che opinioni personali. Per la prima volta mi ritrovo a fare l'opinionista e devo ammettere che la cosa meraviglia anche me, ma, del resto sono anch'io un essere umano...

venerdì 10 luglio 2009

Da oggi sono anche su Twitter!

Scrivo questo post lampo solo per informarvi che ho aperto un account Twitter, che utilizzerò per comunicare tutti gli aggiornamenti del sito e dei miei blog. L'indirizzo della mia pagina su Twitter è http://twitter.com/paolobc547.

Per il momento non conosco molto bene questa piattaforma di microblogging, ma la cosa che mi pare più allettante è la possibilità di pubblicare messaggi via SMS, quindi anche quando non si ha a disposizione un collegamento ad Internet.

A presto.

giovedì 9 luglio 2009

Adsense e interpello: qualche altra considerazione

Mi ero ripromesso, dopo il post di ieri, di tornare a scrivere, entro qualche ora, altre considerazioni personali sull'interpello presentato da un affiliato di Adsense e sulla relativa risposta data dall'Agenzia delle Entrate, ma non ho avuto tempo, quindi lo faccio adesso. Per chi non sta seguendo la vicenda, può leggere i miei due post precedenti e può trovare il testo integrale della risoluzione in questa discussione del forum Alverde.

Come ho scritto ieri, questa risoluzione è stata postata sul forum dalla persona che l'ha presentata, ma non è stata pubblicata (o almeno non ancora) sul sito dell'Agenzia delle Entrate. Su tale sito, in questa pagina, vengono pubblicata, con cadenza quasi giornaliera, circolari e risoluzioni emesse, ma non ho ancora capito se vengono pubblicate tutte o solo alcune.

Perché è così importante avere i riferimenti e il testo ufficiale di questo documento? Del resto, l'interpello è personale e la risposta ad esso è valida solo per il contribuente che l'ha presentato, quindi, anche avendo a disposizione il numero progressivo e la data della risoluzione (la pezza d'appoggio, insomma) non potremmo avvalercene.

In realtà, leggendo le norme riguardanti l'interpello, mi sono convinto che non sempre è così, ma andiamo per ordine.

All art. 5 comma 1 del D.M. 209/2001, che regola le procedure e le modalità di esercizio dell'interpello, si legge:

La risposta dell'ufficio finanziario ha efficacia esclusivamente nei confronti del contribuente istante, limitatamente al caso concreto e personale prospettato nell'istanza di interpello.

Tuttavia, affinchè l'istanza sia considerata ammissibile, devono esserci obiettive condizioni di incertezza sull'interpretazione della norma (art. 1) e nell'art 3 comma 5 si legge:

Non ricorrono le obiettive condizioni di incertezza di cui all'articolo 1, qualora l'amministrazione finanziaria abbia compiutamente fornito la soluzione interpretativa di fattispecie corrispondenti a quella prospettata dal contribuente, mediante circolare, risoluzione, istruzione o nota, portata a conoscenza del contribuente attraverso la pubblicazione nel sito "documentazione tributaria" del Ministero delle finanze ed ancora disponibile sia nel sito sia presso gli uffici di cui all'articolo 2. L'amministrazione finanziaria deve comunque comunicare al contribuente, nelle forme di cui all'articolo 4, comma 1, l'eventuale inammissibilità dell'istanza con indicazione della circolare, risoluzione, istruzione o nota contenente la soluzione interpretativa richiesta.

Ciò significa che, qualora l'amministrazione finanziaria decida di pubblicare il testo di questa risoluzione, qualunque altra istanza riguardante l'inquadramento fiscale di Adsense sarebbe dichiarata inammissibile (ex art. 3 del D.M. 209/2001) e l'interpellante sarebbe invitato a far riferimento alla suddetta risoluzione.

Per questa ragione considero importante capire come funziona la pubblicazione delle risoluzioni sul sito dell'agenzia, se vengono pubblicate tutte o solo alcune, dopo quanto tempo dalla loro emissione, ecc...

Qualunque informazione in merito sarebbe estremamente gradita.

A presto

mercoledì 8 luglio 2009

Adsense: considerazioni sparse sulla risoluzione

Come promesso, torno a scrivere in merito alla risposta dell'Agenzia delle Entrate a un'istanza di interpello, riguardante Adsense, apparsa nei giorni scorsi su diversi forum che trattano di fisco e web. Il testo integrale, sia del quesito che del parere dell'agenzia, potete trovarlo, ad esempio, qui. Quelle che seguono sono delle riflessioni personali sul testo della risoluzione.

Il primo aspetto interessante è il criterio indicato per distinguere l'attività d'impresa dal lavoro autonomo: si dice che la distinzione tra i due "sarà determinata a seconda che prevalga il capitale investito piuttosto che il lavoro svolto personalmente dal lavoratore".

Nel caso di Adsense (o di qualunque altro programma di affiliazione) sicuramente prevale il lavoro svolto dal webmaster rispetto al capitale investito, che può essere molto piccolo e, in teoria, anche nullo (per entrare in Adsense non si deve pagare nulla, non è strettamente necessario avere un computer e una connessione a Internet, poiché basta andare in un Internet Point, esistono molti servizi di hosting gratuiti, ecc...). Questo è quanto si evince dalla definizione data dall'agenzia, che tuttavia non dice espressamente che Adsense va considerato come lavoro autonomo, anzi, più avanti scrive "Solo in seguito a questa analisi (...) il contribuente potrà (...) considerare i proventi quali corrispettivi di un'attività di impresa ovvero alla stregua di redditi diversi".

Dopo la distinzione tra lavoro autonomo e d'impresa, si passa a considerare la differenza tra abitualità e l'occasionalità: in questo caso la risposta dell'agenzia è ancora più oscura, in quanto afferma che tale distinzione non può prescindere da un'indagine di carattere tecnico, che non è di sua competenza (ex art. 1 del DM 209/2001). Non viene detto nel decreto, né tantomeno nella risoluzione, di chi sia la competenza.

Resta poi aperta la questione riguardante la pubblicazione della risoluzione sul sito dell'Agenzia (al momento non avvenuta): non ho ancora capito se sul sito vengano pubblicate tutte le risoluzioni o solo alcune e su ciò ho chiesto lumi sul forum Alverde, frequentato anche da commercialisti, nella discussione già segnalata prima (il mio nick è paolobc547).

Più tardi posterò ulteriori considerazioni su quest'ultimo punto.

mercoledì 1 luglio 2009

Google Adsense: qualcuno ha fatto l'interpello!!!

Stavolta sembra proprio che l'Agenzia delle Entrate si sia pronunciata ufficialmente. Qualche ora fa (anche se io me ne sono accorto solo da alcuni minuti) su dei forum che trattano di problemi legali e fiscali del web (ad esempio qui) è apparso il testo di una risoluzione dell'Agenzia delle Entrate in merito all'annosa questione dell'inquadramento fiscale dei proventi di Google Adsense.

Premetto subito che sono andato a vedere sul sito dell'Agenzia, ma non ho trovato il testo della risuluzione, nè sui forum ne è stato indicato il numero progressivo e la data, quindi ho solo letto quanto scritto nei post, ma non il documento ufficiale.

Riporto di seguito quanto emerge ad una prima analisi.

La possibilità di dichiarare i proventi di Adsense come redditi diversi piuttosto che di impresa deve essere valutata, secondo l'Agenzia, in base "al valore e alle modalità di effettuazione delle operazioni [da parte del webmaster]" allo scopo di valutare il carattere abituale o saltuario di esse; tuttavia, viene precisato che tale valutazione non può prescindere da accertamenti di carattere tecnico, non di competenza dell'Agenzia. Insomma, non vi è alcuna risposta definitiva, anche se sembra esserci uno spiraglio per i piccoli webmaster.

A presto per ulteriori aggiornamenti.